lunedì, settembre 18, 2006

BRAVA BERBEROVA



fin dai primi anni della mia giovinezza pensavo che ognuno noi ha la propria no man's land in cui è totale padrona di se stessa. Cè una vita a tutti visibile e ce nè
Un’altra che appartiene solo a noi, di cui nessuno sa nulla. Ciò non significa affatto che,dal punto di vista dell’etica, una sia morale e l’altra immorale,o,dal punto di vista della polizia,l’una lecita e l’altra illecita.Semplicemente,la donna di tanto in tanto sfugge a qualsiasi controllo,vive nella libertà e nel mistero,da sola o in compagnia,anche soltanto un’ora al giorno,o una sera alla settimana,un giorno al mese; vive di questa sua vita e segreta da una sera ( o da un giorno ) all’altra, e queste ore hanno una loro continuità. Queste ore possono aggiungere qualcosa alla vita visibile della donna oppure avere un loro significato del tutto autonomo;possono essere felicità,necessità,abitudine, ma sono comunque sempre indispensabili per raddrizzare la “ linea generale”
Dell’esistenza. Se una donna non usufruisce di questo suo diritto o ne viene privata da circostanze esterne, un bel giorno scoprirà con stupore che nella vita non si è mai incontrata con se stessa, e c’è qualcosa di malinconico in questo pensiero. Mi fanno pena le persone che sono sole unicamente nella stanza da bagno e in nessun altro tempo e luogo.
Da” il giunco mormorante” Nina Berberova

1 commento:

ChioDegliAlberi ha detto...

sembra scritto da te... (ma ti si può nominare? o devo chiamarti Bodale?)
la tua collega su cui nn si può contare